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Land des Lächelns, Das
(Il paese del sorriso) Operetta romantica in tre atti di Viktor Léon, Ludwig Herzl e Fritz Beda-Löhner
Musica di Franz Lehàr
Prima rappresentazione: Vienna, Theater an der Wien, 9 febbraio 1923 (seconda versione: Berlino, Metropoltheater, 10 ottobre

Personaggi
Vocalità
conte Ferdinand Lichtenfels
Recitante
conte Gustav von Pottenstein
Tenore
Fini
Recitante
Franzi
Recitante
Fu-Li
Recitante
il capo degli eunuchi
Recitante
Lisa
Soprano
Lore
Recitante
Mi
Soprano
principe Sou-Chong
Tenore
sua eccellenza Hardegg, sua zia
Recitante
Tony
Recitante
Tschang
Recitante
un generale
Recitante
un ufficiale cinese
Recitante
una vecchia servitrice di Lichtenfels
Recitante
Vally
Recitante
Note
L’opera nacque nel 1923 con il titoloDie gelbe Jacke(La giacca gialla), su libretto di Viktor Léon. Alcuni anni più tardi, durante la fortunatissima collaborazione con il grande tenore Richard Tauber, il compositore ritornò sui suoi passi, rivedendo radicalmente la partitura (sostituendo fra l’altro, con l’aiuto di due altri librettisti, il finale) in modo strettamente funzionale al protagonismo di un tenore di grande levatura. Molto popolare in tutta Europa (duecento allestimenti nei primi due anni di vita), l’operetta venne ospitata nella prestigiosa Staatsoper viennese nel 1938 e divenne un cavallo di battaglia per artisti del calibro di Giuseppe Di Stefano, Nicolai Gedda e Siegfried Jerusalem.

Noncurante dei suoi pretendenti viennesi (quali il conte Gustav von Pottenstein), Lisa, figlia del conte Lichtenfels, si innamora del principe cinese Sou-Chong: la ragazza arriva persino a seguirlo in Cina, quando questi è costretto da incarichi di governo a lasciare l’Austria. I rapporti tra i due, tuttavia, si incrinano ben presto, e l’infatuazione dell’innamoramento cede il passo alla difficoltà di conciliare le due culture d’origine. A Pechino giunge intanto il conte Gustav; quando Sou-Chong decide di sposarsi con altre donne, secondo il costume del proprio paese, Lisa prepara la fuga in compagnia di Gustav (con l’aiuto di Mi, sorella del principe) per tornare agli affetti di sempre. Sou-Chong scopre il piano di Lisa, ma permette ugualmente alla coppia di fuggire, conscio dell’insostenibilità della situazione.

Non ci troviamo di fronte alla tipica operetta leggera: qui il tono malinconico della vicenda permea distintamente la musica e soprattutto la parte (espressamente scritta, occorre ricordarlo, per le straordinarie doti espressive di Tauber) del protagonista Sou-Chong, attratto continuamente da un elegiaco, malinconico sentimento di ‘piacere della sofferenza’. L’esotismo di maniera del soggetto – all’epoca molto di moda – riceve così un trattamento volutamente antiromantico, come dimostrano anche gli interventi dei comprimari (quelli disincantati di Mi, ad esempio). Molto celebre, ed eseguita spesso in concerto, è l’ouverture.
Fonte: Dizionario dell'Opera Baldini&Castoldi


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