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Wildschütz, Der
oder Die Stimme der Natur (Il cacciatore di frodo o La voce della natura) Opera comica in tre atti proprio
Musica di Albert Lortzing 1801-1851
Prima rappresentazione: Lipsia, Stadttheater, 31 dicembre 1842

Personaggi
Vocalità
Baculus
Basso
Gretchen
Soprano
il barone Kronthal
Tenore
il conte di Eberbach
Baritono
la baronessa Freimann
Soprano
la contessa
Contralto
Nanette
Mezzosoprano
Pancratius
Basso
un ospite
Basso
Note
Der Wildschützvenne rappresentato a Lipsia proprio nel periodo in cui questa città ospitava, per iniziativa del re Federico Guglielmo IV, una serie di rappresentazioni basate su testi teatrali greci; Lortzing captò lo spunto e volse in caricatura le fissazioni letterarie dell’ambiente lipsiense, in uno dei suoi lavori più scintillanti e briosi. La fonte prima della vicenda è unapiècedi Kotzebue, stroncata senza remissione da Mendelssohn in una lettera, ma ben rielaborata da Lortzing che, attore a sua volta, riuscì a ricavarne dei tipi umani credibili e accattivanti.

Atto primo. Germania, estate 1803. Licenziato dal suo incarico per aver ucciso un capriolo del conte, il maestro di scuola Baculus incarica un giovane studente di passaggio di travestirsi da donna e andare dal conte a perorare la sua causa, fingendo di essere Gretchen, la fidanzata di Baculus. Ma lo studente è in realtà una baronessa, sorella del conte, venuta per conoscere in incognito il barone Kronthal, a cui il fratello vorrebbe destinarla in sposa. Recatasi al castello, la baronessa fa innamorare di sé sia il conte sia un giovane scudiero, che in realtà è Kronthal travestito.

Atto secondo. Nel salone del castello, Baculus manda in visibilio la contessa citando brani greci; sopraggiunge il conte e vorrebbe metterlo alla porta, ma l’intervento della presunta Gretchen lo dispone di tutt’altro umore. In una partita a biliardo il conte e il barone si disputano i favori della bella, e infine Kronthal offre a Baculus una somma ingente purché gli venga ceduta l’amata.

Atto terzo. Baculus, che ha accettato la proposta di Kronthal, gli conduce la vera fidanzata spiegandogli l’equivoco; a questo punto però la baronessa, ormai veramente innamorata di Kronthal, svela la propria effettiva identità. Ogni mistero viene chiarito, il conte e la contessa superano l’imbarazzo dell’essersi innamorati dei propri fratelli dicendo che in fondo hanno sentito ‘la voce della natura’, e il perdono generale giunge quando si scopre che Baculus non ha ucciso un capriolo del conte, ma il proprio asino.

La morale conclusiva si prende garbatamente gioco dellanaturalitasrousseauiana; a fare le spese di questa commedia degli equivoci sono in parti uguali borghesi e aristocratici. Dei primi è campione Baculus, prototipo del letterato scalcinato, con un’infarinatura di nozioni che non hanno il potere di trattenerlo dal richiamo di vili seduzioni materiali; in lui viene ridicolizzato Johannes Basedow, un pedagogo riformatore molto noto a quei tempi e già contestato da Goethe inPoesia e verità; ma la bravura di Lortzing risiede nella simpatia che questoPantoffelmannriesce, nonostante tutto, a suscitare. Quando la contessa deliba come musica gli orrori grammaticali del greco di Baculus, la satira si estende anche alla classe aristocratica; il conte che smania per conquistare la bella sconosciuta, la contessa che palpita per il fratelloen travestisono emblemi del libertinaggio nobiliare, anche se la grazia sovrana con cui viene condotta la critica smorza i veleni e appiana ogni polemica. L’assonanza del soggetto con alcuni spunti delleNozze di Figaro(modello consapevole del terzo atto era il quadroen plein airdell’opera mozartiana, con l’intrecciarsi di travestimenti equi pro quo) viene confermata da reminiscenze ‘segnaletiche’ dall’Adagio delConcertoper clarinetto KV 622.Der Wildschütznon è solo una commedia a intrigo, retta da una mera intelaiatura di colpi di scena, ma uno spaccato di vita quasi contemporanea, ritratto con arguzia e attraversato da continui riferimenti alla grande opera romantica tedesca: le scene all’aperto, la musica di caccia, certe sfumature da canto popolare sono tagliate in una stoffa di Weber, mentre il quintetto del biliardo, parodistico e sentimentale insieme, matura sul ricordo dei concertati mozartiani di fine atto.
Fonte: Dizionario dell'Opera Baldini&Castoldi


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