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Mamelles de Tirésias, Les
Opéra-bouffe in un prologo e due atti di Guillaume Apollinaire
Musica di Francis Poulenc 1899-1963
Prima rappresentazione: Parigi, Opéra-Comique, 3 giugno 1947

Personaggi
Vocalità
il direttore
Baritono
il figlio
Basso
il gendarme
Baritono
il giornalista
Tenore
il marito
Baritono
il signore barbuto
Basso
la cartomante
Soprano
la giornalaia
Soprano
Lacouf
Tenore
Presto
Baritono
Thérèse/Tirésias
Soprano
una donna grassa
Mezzosoprano
Note
La composizione della prima opera teatrale di Poulenc risale al periodo compreso tra il maggio e l’ottobre del 1944. La scelta del libretto cadde suldrame surréalistescritto da Apollinaire nel 1903, e rappresentato nel 1917 al Théâtre René-Maubel, a Montmatre, con le musiche di scena di Germaine-Albert Birot. Apollinaire recupera, per rileggerlo in chiave ironica, il mito greco dell’indovino androgino (Tiresia appunto), che ispirerà nel 1922 anche Thomas Stearns Eliot per ‘The Fire Sermon’, la sezione centrale diThe Waste Land. Era intenzione di entrambi i poeti esplorare il tema dello svilimento della femminilità; d’altra parte Apollinaire (che coniò per il dramma il termine ‘surrealista’, ripreso sette anni dopo da Breton) intese, se prendiamo alla lettera le sue dichiarazioni, «mettere in evidenza un problema vitale per coloro che capiscono la lingua in cui è scritto: il problema del ripopolamento». In effetti Apollinaire intendeva parodiare, con il sarcasmo paradossale che gli era proprio, la propaganda che al tempo si diffondeva pressante in Francia per scongiurare un repentino calo demografico, e che portò a istituire uno speciale sistema di licenze per i soldati impegnati in guerra, affinché potessero periodicamente raggiungere il proprio talamo. Nell’accostarsi all’opera (nell’anno, il 1944, che lo vide impegnato nella composizione del ballettoLe voyageur sans bagages) Poulenc non poté fare a meno di indirizzarsi a un testo di un autore a lui familiare, anzi dell’autore a lui più congeniale; tutto ciò sebbene il dramma surrealista di Apollinaire avesse ormai perso gran parte della sua novità e del suo valore polemico, sotto il peso di trent’anni di successivi avvenimenti. D’altra parte Poulenc scriveva a Charles Koechlin che non era importante se la sua «opera barocca» venisse o meno rappresentata, quanto che era sua ferma intenzione scriverla.Les mamelles de Tirésiasvenne rappresentata, ma solo tre anni dopo esser stata composta, e in un clima decisamente diverso da quello che nel 1917 aveva accolto il dramma di Apollinaire, quando la stampa parigina inorridì e i pittori cubisti andarono su tutte le furie perché nel testo si ironizzava pesantemente su di loro. La trama sfugge a un rigido ordine logico, ed è aperta a tutte le divagazioni funzionali alla poetica del surrealismo ‘realista’ di Apollinaire, così ben riassunto dal poeta: «Quando l’uomo ha voluto imitare la marcia, ha creato la ruota, che non assomiglia affatto a una gamba. Ha fatto così del surrealismo senza saperlo».

Prologo. Il direttore della compagnia, in frac e con il bastone in pugno, chiede la benevolenza del pubblico e introduce con tono serio un dramma «che ha lo scopo di riformare i costumi» e di «infondere uno spirito nuovo nel teatro».

Atto primo. La piazza del mercato di Zanzibar: luogo che, suggerisce Poulenc, «si trova da qualche parte tra Montecarlo e Nizza». Teresa si ribella fermamente al marito e al ruolo di riproduttrice a cui è destinata da un consolidato costume; si sbottona perciò la camicetta, facendo volar via le mammelle. Al marito che, incredulo, le chiede spiegazioni, Teresa risponde che d’ora in poi porterà il nome di un uomo, Tiresia. Intanto compaiono da sotto il palcoscenico due personaggi, Presto e Lacouf, che litigano tra loro, impugnando entrambi una pistola di cartone; finiscono per spararsi e uccidersi a vicenda. Il popolo di Zanzibar depone allora due cartelli, ai lati della scena, sui quali sono scritti gli epitaffi. Nel frattempo Tiresia si spoglia, scambia i propri vestiti con quelli del marito e lo lega. Compare quindi un gendarme che, vedendo il marito legato, lo libera scambiandolo per una donna; intanto Presto e Lacouf resuscitano, ma riprendono a litigare. Tra il marito, Presto, Lacouf e una venditrice di giornali nascono ora degli equivoci, provocati soprattutto da giochi di parole: il marito promette di riuscire a dare al mondo dei figli anche senza l’aiuto di una moglie.

Atto secondo. Sulla scena sono accatastate delle culle. Il marito è riuscito a dare alla luce 40.049 figli in un solo giorno, e spiega a un giornalista come intende diventare ricco grazie a loro; ma un figlio, alzandosi dalla culla, ricatta il padre con pretese di denaro. Interviene ancora una volta il gendarme, preoccupato per le sorti della nazione, che deve sfamare tutte quelle nuove bocche; il marito suggerisce allora di chiedere a una cartomante delle carte, visto che «sostituiscono tutto». La donna interviene e invita la folla alla procreazione, mentre Tiresia si riconcilia finalmente col marito, ritornando a essere Teresa ma rifiutandosi di tornare a ‘indossare’ le mammelle.

L’opera deve la sua efficacia al tono scanzonato e disinvolto con cui Poulenc ha saputo rileggere il testo di Apollinaire che, spogliato del clima dell’attualità, assume per il compositore il senso di un’escursione tra le atmosfere effervescenti della Parigi d’inizio secolo. Poulenc dà il meglio del proprio talento là dove esercita la sua capacità di affrescare complessi stati d’animo, con un linguaggio che evoca le più diverse sfumature affettive, come avverrà neiDialogues des carmélites.In quest’opera buffa le felici intuizioni melodiche, alcune atmosfere da rivista e le tipiche suggestioni ‘barocche’ (per usare un aggettivo impiegato da Poulenc stesso) non vanno oltre un certo tono scanzonato, di una lirica e divertita superficialità. D’altra parte occorre ricordare che la ricerca surrealista di Apollinaire e le escursioni nostalgiche di Poulenc vanno ben distinti dall’umorismo acre, ‘filosofico’ e dadaista di Erik Satie, che oppose infatti un netto rifiuto alla proposta di Apollinaire di scrivere le musiche perLes mamelles de Tirésias, allorché i due si incontrarono, nel 1917, proprio alla ‘prima’ del dramma surrealista.
Fonte: Dizionario dell'Opera Baldini&Castoldi


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