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Rape of Lucretia, The
Opera in due atti di Ronald Duncan, dal dramma Le Viol de Lucrèce di André Obey, da Tito Livio e da Shakespeare
Musica di Benjamin Britten 1913-1976
Prima rappresentazione: Glyndebourne, 12 luglio 1946

Personaggi
Vocalità
Bianca
Mezzosoprano
Collatinus
Basso
Female Chorus
Soprano
Junius
Baritono
Lucia
Soprano
Lucretia
Contralto
Male Chorus
Tenore
Tarquinius
Baritono
Note
Il tema sotteso alla partitura è una sorta di riflessione sugli orrori della guerra, ai quali il coro finale tenta di dare una risposta in chiave religiosa, nello spirito della promessa cristiana della vita eterna e della redenzione: un afflato spirituale che non si limita all’epilogo (che non faceva parte dello schema originale di Duncan), bensì pervade l’intero componimento.The Rape of Lucretiaincontrò fin dal suo esordio un grande successo, e raggiunse in quattro mesi le ottanta rappresentazioni. Protagonista dell’opera è Lucrezia, ruolo che Britten scrisse per le eccezionali doti vocali di Kathleen Ferrier, il grande contralto inglese; scelta quasi unica per questo compositore che, con l’eccezione diGloriana, quasi mai diede vita a figure di eroine, limitandosi a presentarci parti femminili subordinate agli uomini, epicentro unico dell’azione. L’opera si compone di due scene per atto, e ogni scena è cadenzata da interludi affidati a due cori, uno maschile e uno femminile, che svolgono la funzione di narratori e commentatori fuori scena.

Atto primo. I cori descrivono lo stato di degrado in cui è caduta Roma sotto il dominio etrusco di Tarquinius. Collatinus, Junius e Tarquinius stanno libando in una tenda di un campo fuori Roma; i due romani raccontano che, durante una visita a sorpresa fatta alle mogli la notte precedente, solo Lucretia, moglie di Collatinus, si era mostrata fedele e virtuosa, unica tra tutte le spose dell’Urbe. Tarquinius, eccitato dal racconto, decide di violare la castità della donna fedele: la sua cavalcata affannosa verso Roma è narrata dal coro maschile. Mentre sta filando nella sua casa, in compagnia delle ancelle Bianca e Lucia, Lucretia espone la sua idea dell’amore (“How cruel men are to teach us love!”), seguita dal coro femminile, che riferisce i preparativi della casa per la notte; frattanto giunge Tarquinius, che chiede ospitalità per la notte.

Atto secondo. Mentre il coro lamenta la triste sorte del popolo romano sotto il dominio etrusco, Lucretia, addormentata, viene aggredita da Tarquinius: vano è ogni tentativo di difesa, e la donna viene violentata. Il coro canta il dolore di Cristo quando la virtù è assalita dal peccato, e la consolazione offerta ai cristiani dalla purezza della madre di Dio. L’alba sorge sulle ancelle in una splendida giornata estiva; sopraggiunge Lucretia, che manda Lucia a chiamare il marito. Collatinus arriva con Junius e capisce, dalle parole di Bianca, ciò che è accaduto. Lucretia, nonostante le manifestazioni di amore di Collatinus, dichiara che la sua vergogna è troppo grande per poter sopravvivere e si uccide con il pugnale.

ConThe Rape of LucretiaBritten conferma la sua maestria – peraltro già ampiamente manifestata inPeter Grimes– nella difficile arte di dare una prospettiva personale a un tema così tradizionale, componendo la sua prima opera da camera per un’orchestra di diciassette strumenti e tredici esecutori, con soli otto personaggi in scena. Nonostante, o forse grazie, alla ristrettezza dell’organico, Britten dimostra qui la sua abilità nel servirsi di tecniche compositive rigorose, creando sì una forma espressiva strutturalmente ‘costruita’, e tuttavia con effetti di grande naturalezza. Di intensa drammaticità è inoltre il coro funebre che conclude l’opera, nel quale tutti e otto gli interpreti domandano a se stessi e all’universo: “Is this it all?”.
Fonte: Dizionario dell'Opera Baldini&Castoldi


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