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Mikado, The
Comic opera in due atti di William Schwenck Gilbert
Musica di Arthur Sullivan 1842-1900
Prima rappresentazione: Londra, Savoy-Theatre, 14 marzo 1885

Personaggi
Vocalità
gran giustiziere di Titipu
il Mikado
Katisha
Mezzosoprano-Contralto
Ko-Ko
Nanki-Poo
Tenore
Peep-Bo
Mezzosoprano
Pish-Tush
Basso
Pitti-Sing
Contralto
Pooh-Bah
Yum-Yum
Soprano
Note
The Mikadoè l’operetta più riuscita della coppia Gilbert e Sullivan, sia sotto il profilo musicale sia dell’intreccio narrativo. La vicenda è in linea con quel filone esotico che gli autori, intuendone il potenziale evocativo, si erano affrettati a sfruttare ricreando un ambiente giapponese peraltro non di pura fantasia, ma assai ben documentato. Pur attingendo alla satira a sfondo sociale, tema abituale in Gilbert e Sullivan, abilmente mediata dall’operetta francese di Offenbach,The Mikadosi avvale di un libretto efficace e fantasioso, non privo di qualche sfumatura macabra, sia pure a sfondo umoristico. La musica è una riuscita sintesi di elementi desunti dallo stile leggero italiano e dalla canzone popolare inglese e, come di consueto nel teatro operettistico di Gilbert e Sullivan, è in relazione alle situazioni di volta in volta immaginate dal librettista, e, al contrario di quanto avviene nelle coeve operette danubiane e viennesi, senza una specifica autonomia dalla trama.

Atto primo. Ko-Ko, pur avendo violato la leggeanti-flirtche prevede la pena capitale, per un atto di clemenza viene nominato boia e supremo giudice e non può dunque più essere giustiziato. Mentre i nobili protestano sdegnati, l’opportunista Pooh-Bah, assunte le cariche rimaste libere, rivela a Nanki-Poo che Ko-Ko sposerà la sera stessa Yum-Yum, una fanciulla della quale il giovane è innamorato. Più tardi, riuscito ad appartarsi con Yum-Yum, Nanki-Poo le rivela di essere il figlio del Mikado e di essere fuggito dal palazzo per sottrarsi alle nozze con Katisha, nobile ma brutta e vecchia. Intanto il Mikado minaccia di degradare la città di Titipu se non ci saranno condanne a morte entro un mese. Preoccupato, Ko-Ko approfitta dei propositi suicidi di Nanki-Poo, disperato per l’impossibilità di sposare Yum-Yum, per proporgli un singolare patto: la morte per decapitazione in cambio di un mese con l’amata. Nanki-Poo accetta, ma l’arrivo di Katisha, che reclama lo sposo, suscita un pandemonio.

Atto secondo. Yum-Yum si prepara a sposare Nanki-Poo, benché la sua felicità sia turbata dalla consapevolezza della brevità delle nozze. Quando però apprende da Pooh-Bah che, per un’antica legge, la vedova dovrà seguire lo sposo nella tomba, si dispera. Dovendo in ogni modo esaudire il desiderio del Mikado, Ko-Ko organizza una falsa esecuzione che racconta, con dovizia di particolari, all’imperatore. Appreso tuttavia che il giustiziato è suo figlio, il Mikado condanna a morte Ko-Ko. Dopo aver chiesto a Nanki-Poo di rivelarsi al padre, e ottenuto il suo rifiuto per timore del matrimonio con Katisha, Ko-Ko, per salvarsi, non vede altra soluzione che sposarla egli stesso: la vecchia si consolerà e Nanki-Poo potrà mostrarsi al padre senza timori. Non appena Katisha ha accolta la proposta, appare Nanki-Poo con la sposa. La confusione generale è placata dal Mikado, che perdona tutti.

Il successo dell’operetta, presto riconosciuta come la migliore della produzione di Gilbert e Sullivan, fu immediato ed enorme: ben 9.000 repliche solo nei primi due anni, in tutta Europa. L’anno successivo alla ‘prima’ londinese, infatti,The Mikadoera già rappresentata nei paesi di lingua tedesca, in Olanda e, nel 1887, persino in Russia, con la regia di Stanislavskij. Da allora l’operetta è rimasta stabilmente in repertorio ed è divenuta più volte soggetto cinematografico.
Fonte: Dizionario dell'Opera Baldini&Castoldi


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