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Porgy and Bess
Opera in tre atti di Edwin DuBose Heyward e Ira Gershwin
Musica di George Gershwin 1895-1937
Prima rappresentazione: Boston, Colonial Theater, 30 settembre 1935

Personaggi
Vocalità
Annie
Mezzosoprano
Archdale
Bess
Soprano
Clara
Soprano
Crab Man
Tenore
Crown
Baritono
Jake
Baritono
Jasbo Brown
Jim
Baritono
Lily
Mezzosoprano
Maria
Contralto
Mingo
Tenore
Nelson
Tenore
Peter
Tenore
Porgy
Baritono
Robbins
Tenore
Scipio
Soprano
Serena
Mezzosoprano
Simon Frazier
Baritono
Sporting Life
Tenore
Undertaker
Baritono
Note
Irving Berlin disse, a proposito di Gershwin, che «non bisogna mai dimenticare che tutti noi eravamo autori di canzoni. George era un compositore». L’atteggiamento di Gershwin verso la musica d’arte è stato spesso un bersaglio per più o meno celate ironie, come quella arcinota di Ravel, il quale rispose a Gershwin, che voleva diventarne allievo, con queste parole: «Perché volete diventare un Ravel di seconda mano, quando siete un Gershwin di prim’ordine?». Gershwin, proveniente da una modesta famiglia di immigrati ebreo-russi, avvertì sempre un certo senso di inferiorità per non aver ricevuto un’educazione musicale accademica, cosa che non gli impedì tuttavia di costruirsi molto in fretta una carriera professionale solidissima. Autore disongsdi fama internazionale comeSwanee(portata al successo da Al Jonson, noto per essere stato la prima voce del cinema)The Man I Love,I Got Rhythme moltissime altre, Gershwin aveva contribuito in modo determinante alla grande fioritura delmusicaldi Broadway negli anni Venti, con innumerevoli produzioni di grande successo, rese universali dai film che ne trasse Hollywood. Ma non aveva mai rinunciato a forme di espressione artistica più raffinate, sia nel genere sinfonico sia per il teatro musicale. Già nel 1922 aveva composto la ‘jazz opera’ in un attoBlue Monday (135th Street Blues), che però non ebbe fortuna. La fonte letteraria diPorgy and Bessrisale a un romanzo intitolatoPorgy, di uno scrittore bianco del South Carolina, Edwin DuBose Heyward. Il soggetto colpì subito la fantasia di Gershwin, che però dovette aspettare che prima andasse in scena la versione teatrale che Heyward e la moglie Dorothy approntarono nel 1927 con grande successo. Scartati nel frattempo diversi altri progetti, tra cui unDybbuckper il Metropolitan, Gershwin ritornò alla carica nel 1932 con Heyward, con cui alla fine fu trovato un accordo. La partitura, su un libretto dello stesso Heyward e dell’abituale collaboratore di Gershwin, il fratello Ira, fu ultimata a pochi giorni dalla ‘prima’ di Boston. Il debutto all’Alvin Theater di New York avvenne il 10 ottobre seguente, e malgrado le 124 repliche deve essere considerato un mezzo fiasco per le consuetudini teatrali dell’epoca. La consacrazione internazionale dell’opera avvenne definitivamente nel 1952, con una celebre produzione che fece il giro del mondo (passando anche in Italia, alla Scala) e che lanciò la carriera della grande cantante di colore Leontyne Price.

Atto primo. A Charleston, South Carolina, città che si affaccia sull’oceano atlantico. Il cortile di Catfish Row, un antico palazzo signorile decaduto, ora abitato da famiglie di colore, che vivono di pesca e del lavoro nei campi di cotone. Al sabato sera la gente si diverte a bere, ballare, giocare a dadi, mentre Clara cerca di far addormentare il bambino con una ninna-nanna (“Summertime”). Accompagnato da Bess, la sua donna, arriva Crown, un omaccione già mezzo ubriaco, che si intontisce ancor di più sniffandohappy dust,la cocaina comperata da un viscido e astuto trafficante, Sporting Life. Crown si comporta da prepotente e ne nasce una rissa in cui uccide Robbins, il marito di Serena. Spinto da Bess, Crown si dà alla macchia, mentre la polizia sbatte in galera un uomo preso a caso, il venditore ambulante di miele Peter. Bess, rifiutata da tutti, trova rifugio da Porgy, un povero storpio che vive di elemosina. Nella stanza di Serena, dove si fa la colletta per pagare il funerale di Robbins, Bess ora si presenta come la donna di Porgy.

Atto secondo. Jake, il marito di Clara, canta una canzone di lavoro insieme ai suoi pescatori (“Oh, I’m agoin’ out to the Balckfish banks”). Porgy, affacciato alla finestra, dà sfogo alla sua felicità (“I got plenty o’ nuttin’”), dovuta, come commentano tutti, all’arrivo di Bess. Nel frattempo la vita di Catfish Row procede con la consueta vivacità. Maria, una ‘mamie’ che tiene bottega, caccia Sporting Life e la sua cocaina; poi si presenta un azzeccagarbugli nero, Frazier, che sta per vendere a Porgy il divorzio della mai sposata Bess per un dollaro e mezzo, ma il cui raggiro va in fumo grazie al provvidenziale arrivo di un avvocato bianco, Mr. Archdale. L’animo semplice e superstizioso di Porgy è però turbato dal volo di unbuzzard, un uccello che annuncia sfortuna. Mentre tutti si preparano per il picnic festivo, Sporting Life trova il modo di insinuarsi presso Bess, per blandirla con la promessa di una vita lussuosa se accetterà di mettersi con lui e andare a New York; Porgy caccia il farabutto e ingaggia un duetto d’amore con Bess (“Bess, you are my woman now”). Vinta dalla tenerezza d’animo di Porgy, che la spinge a divertirsi, Bess accetta controvoglia di unirsi al picnic sull’isolotto di Kittiwah, dove i neri si lasciano andare a un’euforia poco controllata, culminante nella blasfema parodia di un sermone officiata dal solito Sporting Life (“It ain’t necessarily so”). Al momento di tornare al battello, Bess viene però affrontata da Crown, che si era nascosto sull’isola; la donna tenta di opporre il suo affetto per Porgy alla brutale passionalità di Crown, ma alla fine cede all’attrazione sessuale e rimane con lui per qualche notte. Tornata a Catfish Row in uno stato di febbrile agitazione, Bess non mente a Porgy, che però non rinuncia a lei e le promette di tenerla al riparo dalle insidie. Intanto sta per scatenarsi un uragano, che esplode con violenza, mentre un gruppo di persone riunite nella camera di Serena invoca Dio per scongiurare il pericolo (“Oh, Doctor Jesus, look down on me”). Nel mezzo della bufera piomba in casa Crown, che Bess immaginava già annegato sull’isolotto. Con la consueta violenza, Crown vuole riprendersi Bess, sbeffeggiando il timor di Dio dei presenti. Clara, vedendo dalla finestra la barca di Jake rovesciata nel canale, lascia il bambino a Bess e si precipita fuori; visto che nessuno ne ha il coraggio, Crown esce a soccorerla per umiliare l’invalido Porgy, avvisando Bess che poi tornerà per lei.

Atto terzo. Calmatasi la tempesta, Clara e Crown non hanno fatto ritorno, e la gente di Catfish Row li compiange, mentre Bess si prende cura del bambino di Clara (“Summertime”); e l’infame Sporting Life ride, perché intuisce di avere la via sgombra per Bess. Crown, il cui fisico poderoso ha resistito alle forze della natura, arranca verso la porta di Porgy; i due uomini lottano, ma Porgy alla fine riesce a ucciderlo, conficcandogli un coltello nella schiena. Nessuno degli abitanti di Catfish Row tradisce Porgy quando arrivano il detective e il medico legale, che però intimano proprio a lui di recarsi all’obitorio come testimone per riconoscere il cadavere. Sporting Life tesse la sua tela: fa credere all’ingenuo Porgy che si tratta di un trucco dei poliziotti per scoprire l’assassino, perché come guarderà in faccia il morto la ferita comincerà a sanguinare; allo stesso modo, spinge Bess a credere che Porgy non uscirà più di galera, e la tenta ancora con la cocaina e le lusinghe di una vita lussuosa (“There’s a boat dat’s leavin’ soon for New York”). Bess lo respinge, ma Sporting Life, sicuro del successo, le lascia una bustina di droga sulla porta, nel caso che ci ripensi. Passata una settimana in cella, per essersi rifiutato di guardare il cadavere, Porgy torna a casa felice di essere scampato al castigo; nel cortile di Catfish Row, tra l’imbarazzo generale, chiede di Bess. Maria e Serena sono costrette a raccontargli che Bess se ne è andata con Sporting Life, cercando di convincerlo a dimenticare una donna che non è fatta per lui (terzetto “Bess. Oh, Lawd, my Bess!”). Ma Porgy non sente ragioni, e parte sul suo carretto per cercare Bess a New York (“I’m on my way to a Heav’nly Lan’”).

Porgy and Bessè la grande epopea musicale del popolo di colore, sebbene scritta da un compositore bianco ed ebreo. Questa circostanza non fu accidentale, bensì una scelta ben determinata dell’autore. I pochi bianchi che intervengono hanno solo parti recitate: appartengono cioè a un altro mondo, che non ha spazio spirituale nella vicenda. L’opera si nutre della musica nera, da tutte le sue varie componenti: il blues, lo spiritual, il dixieland, il jazz. Gershwin è riuscito ad amalgamare la varietà di questi aspetti grazie al suo dono melodico assolutamente personale, tanto da rendere universale il caratteristico, creando allo stesso tempo dei personaggi di assoluto realismo. In effetti il problema del naturalismo musicale è al centro del lavoro di Gershwin, che ha certamente tenuto presente anche alcuni atteggiamenti del teatro europeo, sia della ‘giovane scuola’ italiana, in particolare Puccini, sia dell’espressionismo tedesco. L’esito drammaturgico è particolarmente felice anche per l’assenza di retorica, a cominciare dalla lingua del libretto, un dialetto dell’inglese parlato tipico dei neri del Sud. La vicenda, dagli sviluppi indubbiamente melodrammatici, procede tuttavia per inquadrature secche, senza indulgenze moralistiche o sentimentalismi sdolcinati. I personaggi sono teatralmente complessi, anche sotto il profilo vocale: come nel caso di Sporting Life, che non è propriamente un cantante, ma una sorta di attore con voce tenorile. I duetitle-rolessono creazioni tra le più felici della storia dell’opera. Bess è una donna fragile, colta nel momento inafferrabile in cui la bellezza comincia a sfiorire; il suo affetto per Porgy è autentico, ma subisce la forza malefica del mondo, sia quella fisica di Crown sia quella mentale di Sporting Life. Porgy potrebbe sembrare un carattere più legato a un ruolo ‘strappalacrime’, ma se ne riscatta, lottando moralmente e fisicamente fino alla fine per difendere la propria felicità, grazie a una forza d’animo che gli vale dignità e rispetto. Anche i personaggi secondari sono tratteggiati con vivacità in numeri memorabili, come per esempio la sfuriata di Maria contro Sporting Life (“I hates yo’ struttin’ style”), antesignana di tante simili scenate di donne di colore coi piedi ben piantati per terra nei confronti di maschi sfaccendati e sulla cattiva strada. Di grande mestiere e inventiva sono anche le molte scene corali di un’opera che si sviluppa sempre in una dimensione comunitaria dell’esistenza, dove tutti partecipano alle vicissitudini altrui e la solidarietà reciproca è la norma. Il cortile di Catfish Row è un villaggio-ghetto, dal quale è pericoloso uscire; chi osa farlo è spinto da forze grandi e profonde: il male – il diabolico Sporting Life, che porge la mela a Bess – o il bene – Porgy, che parte alla ricerca del Paradiso. ConPorgy and BessGershwin ha dato un fondamento al teatro lirico americano; è morto troppo presto per assicurarne lo sviluppo, benché il suo tentativo sia riuscito se non altro a far germogliare una scuola di autori quali Blitzstein e Bernstein, che si sono posti in maniera altrettanto approfondita il problema di dar vita allo stile di un’autentica opera nazionale.
Fonte: Dizionario dell'Opera Baldini&Castoldi


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