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Fra Diavolo
ou L’hôtellerie de Terracine Opéra-comique in tre atti di Eugène Scribe e Casimir Delavigne
Musica di Daniel-Francois-Esprit Auber 1782-1871
Prima rappresentazione: Parigi, Opéra-Comique, 28 gennaio 1830

Personaggi
Vocalità
Beppo
Tenore
Fra Diavolo
Tenore
Francesco
Giacomo
Basso
Lady Pamela
Mezzosoprano
Lord Cockburn
Tenore
Lorenzo
Tenore
Mathéo
Basso
Un Soldat
Zerline
Soprano
Note
Seguendo una moda del tempo, Auber si ispirò alla figura di un bandito, il famoso Michele Pezza detto Fra Diavolo, temuto capobanda sanfedista e che divenne, dopo la morte, un eroe popolare. Secondo le consuetudini dell’opéra-comique, la partitura comprendeva in origine parti cantate alternate a lunghi recitativi parlati, ma fu rielaborata in vista delle rappresentazioni londinesi del 1857 mentre il libretto, la cui struttura rimaneva immutata, veniva tradotto in italiano. La trasformazione delle parti in prosa in recitativi cantati avvicinò cosìFra Diavoloalle opere comiche italiane. L’edizione londinese insiste sull’aspetto ‘italiano’ e pittoresco dell’opera, da più spazio ai personaggi e sviluppa il lato sentimentale dell’amore contrastato tra Lorenzo e Zerlina. In particolare Auber amplia la scrittura ‘virtuosistica’ di quest’ultima, affidandole una nuova aria nell’introduzione del primo atto (“Per te io tremo”) e, soprattutto, nel secondo atto sostituendo la breve aria “Quel bonheur je respire” con la celebre “Or son sola, alfin respiro”. È in questa versione italiana che l’opera conobbe e conosce tuttora la sua massima diffusione.Fra Diavoloincontrò enorme successo per tutto l’Ottocento e solo successivamente declinò, per ritrovare poi nuova fama a partire dal 1933 grazie all’impagabile parodia cinematografica che ne fecero Stan Laurel e Oliver Hardy.

Atto primo. A Terracina, il giorno precedente la festività delle Palme per prolungarsi fino alla domenica stessa. Zerlina, figlia dell’oste del paese Matteo, è innamorata del brigadiere Lorenzo, ma il padre la vuole sposa del più ricco Francesco. Giungono al paese due viaggiatori inglesi, Lord Rocburg e Lady Pamela, che sono stati derubati dei loro diamanti dai banditi di Fra Diavolo. Mentre Lorenzo parte alla ricerca dei briganti, il Lord rimprovera alla moglie le attenzioni concesse al marchese di San Marco, conosciuto in viaggio. Il corteggiatore altri non è che Fra Diavolo travestito, che poco dopo giunge alla locanda con l’intento di derubare gli inglesi di quel che resta delle loro ricchezze (“Quell’uom dal fiero aspetto”). Lorenzo riesce a recuperare i gioielli e Pamela, riconoscente, offre come ricompensa 10.000 scudi per la dote di Zerlina: i due giovani credono di poter finalmente coronare il loro sogno d’amore, senza sospettare che i briganti hanno deciso di attendere la notte per rubare sia la dote di Zerlina che il denaro dei Rocburg.

Atto secondo. Fra Diavolo si nasconde, con i suoi compagni Beppe e Giacomo, nella stanza dell’ignara Zerlina, che aspetta cantando l’indomani per celebrare le nozze (“Or son sola, alfin respiro”). Quando la ragazza si addormenta i tre si apprestano a colpirla ma sono interrotti dal sopraggiungere delle guardie guidate da Lorenzo, che sospetta la presenza del brigante nella locanda. Fra Diavolo, sempre travestito da marchese, non solo evita di essere riconosciuto, ma riesce a farsi passare per l’amante di Zerlina e di Pamela: le due donne, sopraggiunte, non sanno spiegarsi i rimproveri e la freddezza degli amanti, mentre Fra Diavolo e Lorenzo stabiliscono di battersi a duello l’indomani.

Atto terzo. Mentre Fra Diavolo organizza una nuova rapina ai danni dei viaggiatori inglesi, Zerlina, di fronte al disprezzo dimostratole da Lorenzo, che si crede tradito, accetta di sposare Francesco. Poco prima della celebrazione delle nozze, i complici di Fra Diavolo vengono sorpresi da Zerlina mentre, ubriachi, cantano la canzone d’amore sentita mentre si nascondevano nella stanza della ragazza: insospettito, Lorenzo li arresta, e nella perquisizione trova un biglietto di Fra Diavolo che chiarisce tutti i misteri. I due briganti ormai scoperti confessano e accettano di tendere un trabocchetto a Fra Diavolo che viene così catturato. Lorenzo può finalmente sposare Zerlina.

Nonostante sia un’opera musicalmente e teatralmente irresistibile, inFra Diavolomancò ad Auber la capacità di alternare alle pagine più spumeggianti quelle oasi di patetismo e sensibilità che, ad esempio, seppe produrre un Donizetti, autore con il quale il compositore francese condivide il debito contratto nei confronti di Rossini. Tuttavia Auber dimostra qui capacità di scrittura orchestrale spesso raffinatissima e perfettoaplombnei finali d’atto, ove i tre filoni che costituiscono la trama dell’intreccio (l’amore contrastato tra Zerlina e Lorenzo, il piano architettato da Fra Diavolo e la caccia ai briganti da parte dei carabinieri) si fondono in modo perfetto. Nel finale ultimo assistiamo inoltre alla suprema sintesi dei tre elementi e alla soluzione del loro conflitto in quello che è il momento culminante non solo dal punto di vista drammatico, ma anche musicale. Qui Auber cita ben sette temi già ascoltati, presentando allo spettatore una vastità di riferimenti del tutto inusitata per l’epoca. Non si può infine negare a questa perla dell’opéra-comique, che con la sua musica brillante e certamente piacevole rispose pienamente al gusto del tempo, la capacità di coinvolgere e divertire anche lo spettatore di oggi.
Fonte: Dizionario dell'Opera Baldini&Castoldi


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