Home Page
Consultazione
Ricerca per categorie
Ricerca opere
Ricerca produzioni
Ricerca allestimenti
Compagnia virtuale
Servizio
Informazioni e FAQ
Condizioni del servizio
Manuale on-line
Assistenza
Abbonamento
Registrazione
Listino dei servizi
Area pagamenti
Situazione contabile


Visualizzazione opere

Mignon
Opéra-comique in tre atti di Jules Barbier e Michel Carré, da Wilhelm Meisters Lehrjahre di Wolfgang Goethe
Musica di Ambroise Thomas 1811-1896
Prima rappresentazione: Parigi, Opéra-Comique, 17 novembre 1866

Personaggi
Vocalità
Antonio
Basso
Frederick
Contralto
Jarno
Basso
Laerte
Tenore
Lothario
Basso
Mignon
Soprano
Philine
Soprano
Wilhelm Meister
Tenore
Note
Liberamente ispirata aGli anni di apprendistato di Wilhelm Meisterdi Wolfgang Goethe,Mignonsegna un momento nuovo nella produzione di Ambroise Thomas, autore fino a quel momento diopéras-comiquesdi mediocre successo.Mignonè la sua quindicesima opera e giunge dopo un silenzio di quasi sei anni; a fare da spartiacque tra i due momenti creativi del compositore, sta l’apparizione e lo straordinario successo delFaustdi Gounod (1859), che inaugura la voga di opere di stampo più drammatico, liberamente tratte da capolavori della letteratura. DopoFaust, Thomas è quasi costretto a rivedere il suo stile, e Barbier e Carré, già autori del libretto dell’opera di Gounod, estrapolano dal romanzo di Goethe gli elementi adatti a imbastire una storia sentimentale, con il lieto fine di rigore all’Opéra-Comique fino allochocdiCarmen. Il grande successo diMignon, dovuto anche all’interpretazione di Celestine Galli-Marié nei panni della protagonista, conforta il compositore a proseguire sulla stessa strada due anni dopo conHamlet, stravolgimento a lieto fine della tragedia di Shakespeare, sempre su libretto di Barbier e Carré.

Atto primo. In Germania e in Italia, verso il 1790. Nel cortile di una taverna si ritrovano il vecchio menestrello Lothario, alla ricerca della figlia perduta (“Fugitif et tremblant”), una carovana di attori tra i quali spicca la bella Philine, e un gruppo di zingari capitanati dal crudele Jarno. Egli ha con sé la piccola Mignon, che vorrebbe costringere a danzare sotto la minaccia di un bastone, ma Lothario e il giovane studente Wilhelm Meister, appena sopraggiunto, prendono le sue difese. Mignon, riconoscente, spartisce tra i due un mazzolino di fiori. Intanto Wilhelm viene adocchiato dalla capricciosa Philine, e malgrado un altro attore, Laerte, lo metta in guardia, finisce per soccombere al suo fascino, e le dona i fiori che Mignon gli aveva dato. La giovinetta torna da lui per ringraziarlo e gli racconta di non sapere nulla della sua origine e di conservare solo il ricordo di un paese più caldo «dove fiorisce l’arancio» (“Connais-tu le pays”). Wilhelm, commosso, decide di riscattarla dal suo padrone e di portarla con sé. Partono dunque insieme al seguito della compagnia di Philine, invitata a recitare presso il castello del barone Rosemberg.

Atto secondo. Al castello, ospitata presso un lussuosoboudoir, Philine seduce Wilhelm (“Je crois entendre les doux complements”) sotto gli occhi di Mignon, la quale, ingelosita, approfitta della sua assenza per truccarsi davanti allo specchio (“Il était un pauvre enfant”) e indossare un vestito della rivale. L’arrivo di Frederick, precedente amante di Philine, e poi quello di Wilhelm, la costringe a nascondersi senza potersi cambiare d’abito. I due si sfidano a duello per amore della bella attrice e Mignon interviene per separarli svelandosi così nel suo nuovo abbigliamento, che provoca l’ilarità generale. Wilhelm, il quale vede per la prima volta Mignon come una donna, si rende conto che per loro è meglio separarsi (“Adieu Mignon, courage”). La giovinetta, disperata, trova rifugio presso il vecchio Lothario, cui confida il suo dolore (duetto “As-tu souffert? As-tu pleuré?”) e il suo ingenuo desiderio di veder bruciare il castello, dove Philine sta trionfando nelle vesti di Titania nelSogno di una notte di mezza estate(“Je suis Titania la blonde”). Lothario dà fuoco al castello senza sapere che, nel frattempo, Mignon vi è entrata per prendere, su ordine di Philine, il mazzolino di fiori che un tempo era suo. Wilhelm, eroicamente, si getta tra le fiamme per salvarla.

Atto terzo. In Italia, dove lo studente ha condotto Lothario e Mignon, nel tentativo di guarirla. Egli ormai l’ama (“Elle ne croyait pas”) e vorrebbe anche acquistare per lei il palazzo dove sono alloggiati, che è in vendita poiché il proprietario è impazzito dal dolore per la morte della moglie e della figlia. Nel conoscere il nome del palazzo, Cipriani, Lothario ha un sussulto, ma Wilhelm, preoccupato per la sorte di Mignon, non se ne avvede. La fanciulla si sveglia dal suo lungo torpore e Wilhelm può finalmente rassicurarla circa il suo amore (“Je suis heureuse... l’air m’enivre”). Ma la loro felicità è turbata dall’arrivo di Philine, che fa cadere nuovamente Mignon in deliquio. Quando ella si ridesta appare Lothario lussuosamente vestito; egli le porge un cofanetto, che contiene un libro di preghiere. Mignon comincia a leggere una preghiera, poi, gettato il libro, prosegue a recitarla a memoria: fra la commozione generale Lothario, ritornato nei panni del marchese Cipriani, riconosce in lei la figlia Sperata, e benedice l’amore dei due giovani. Anche Philine deve arrendersi al fatto che Wilhelm non l’ama, e si consola tra le braccia di Frederick.

Nell’opera il personaggio di Mignon assume un’importanza maggiore che nel romanzo, ma si deve dire, a parziale discolpa dei due librettisti, che l’episodio che la riguarda si era già conquistato una certa autonomia. Lo stesso Goethe aveva pubblicato a parte la famosa ballata di Mignon ‘Kennst du das Land’, in cui ella esprime la propria nostalgia per il paese natale perduto, l’Italia. La ballata era stata per tutto l’Ottocento l’emblema della nostalgia degli scrittori tedeschi per l’Italia, vista come terra promessa, e aveva ispirato la creazione di molti Lieder tra i quali quelli di Beethoven (1810), Schubert (1821), Liszt (1842), Schumann (1849) e, ancora, dopo Thomas, Wolf (1888). Forse proprio per la grande fortuna del soggetto nei paesi di lingua tedesca, Thomas realizzò anche una versione dell’opera con finale tragico per i teatri tedeschi, i cui spettatori, evidentemente, non gradivano di veder alterato il testo goethiano. Altre modifiche più durature vennero apportate nel 1869 per la prima esecuzione a Londra, al Covent Garden, dove l’opera venne cantata in italiano: innanzitutto i dialoghi propri dell’opéra-comiquefurono sostituiti da recitativi – si noti che nello stesso anno Gounod compiva la medesima operazione sulFaust, accolto sulle scene dell’Opéra – il personaggio di Mignon (originariamente un mezzosoprano) venne affidato a un soprano di coloratura, e quello di Frederick da tenore divenne contralto. Vennero inoltre aggiunte due arie nuove nel secondo atto, una per Frederick (“In veder l’amata stanza”) e una per Philine (“Suvvia Filina, all’erta”). All’aria di Lothario del primo atto (“Fugitif et tremblant”), venne aggiunta una seconda strofa. In questa versione, in italiano,Mignoncircolò per i palcoscenici di tutto il mondo. I cambiamenti apportati da Thomas nel 1869 sono alquanto significativi: conMignonprende forma definitivamente, per il sentimentalismo del soggetto e il lirismo dello stile, il genere nuovo dell’opéra-lyrique, a metà tra i due generi principali dell’opera francese, l’opéra-comiquee ilgrand-opéra. I principali esponenti ne saranno Massenet, Lalo e Delibes.

Al suo apparireMignonvenne salutata con entusiasmo dai critici francesi, che vi videro un rinnovamento della tradizione nazionale da opporre al ‘wagnerismo’ di Gounod; inoltre l’opera venne molto apprezzata dal pubblico. Essa raggiunse le 1.000 rappresentazioni all’Opéra-Comique nel 1894, e quota 1833 nel 1950. Il suo successo è andato via via scemando in questo secolo, anche se conHamletrimane l’unica composizione di Thomas tuttora in repertorio. Oggi appaiono evidenti i suoi difetti, come la scarsa efficacia drammatica, e se ne ammirano essenzialmente le eleganti melodie tipicamente francesi e i raffinati impasti timbrici, che hanno fatto parlare alcuni critici dell’inizio del terzo atto come di un precedente aPelléas et Melisande. Sono soprattutto le melodie, spesso malinconiche, ad aver assicurato la fortuna dell’opera, e alcuni brani come “Adieu Mignon, courage”, o l’aria di bravura di Philine “Je suis Titania”, cavalli di battaglia di molti interpreti nel corso di questo secolo. Su tutti svetta la ballata di Mignon “Connais-tu le pays” la cui melodia, che procede da intervalli piccoli a intervalli sempre più ampi ed è punteggiata da pause, è un tipico esempio del linguaggio dell’opéra-lyrique.
Fonte: Dizionario dell'Opera Baldini&Castoldi


Credits - Condizioni del servizio - Press Room - Pubblicità