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Henry VIII
Opera in quattro atti e cinque quadri di Léonce Détroyat e Armand Silvestre
Musica di Camille Saint-Saëns 1835-1921
Prima rappresentazione: Parigi, Opéra, 15 marzo 1883

Personaggi
Vocalità
Anne de Boleyn
Mezzosoprano
Catherine d’Aragon
Soprano
Cranmer
Basso
Don Gomez de Féria
Tenore
Garter
Tenore
gentiluomo (2)
Basso
gentiluomo (2)
Tenore
Henry VIII
Baritono
il cardinal Campeggio
Basso
il conte di Surrey
Tenore
il duca di Norfolk
Basso
Lady Clarence
Soprano
un ufficiale
Tenore
un usciere di corte
Basso
Note
Se dovessimo dar retta a Claude Debussy, nell’Henry VIIIci troveremmo di fronte a un protagonista che canta «cavatine troppo zuccherate», dimostrando che «la tigre più assetata di sangue può lanciare miagolii capaci di intenerire un bambino»; Saint-Saëns, poi, scriverebbe «con l’anima di un vecchio sinfonista impenitente» opere alla Meyerbeer, ma senza la sua «magniloquenza nel cattivo gusto». In realtàHenry VIIInon è ungrand-opéraben educato e fuori tempo massimo. Ne ha le sembianze esteriori: argomento storico, fastosità, ilballet-divertissement, le marce cerimoniali; ma la sostanza è differente. Manca quella sorta di estremistica dialettica dei contrari tipica delgrand-opéra; mancano i parossismi sonori, i toni spettacolari ed esclamativi della linea vocale che sopravvivono ancora, ad esempio, nellaFrançoise de Riminidi Thomas, anteriore di un anno. Si evidenzia piuttosto una classica chiarezza di condotta, unita a un atteggiamento da collezionista antiquario che raduna e utilizza reminiscenze del rinascimento inglese. La compostezza un po’ compassata dell’insieme caratterizza anche l’articolazione drammaturgica; prevale una cadenza scarsamente dinamica, oratoriale: una costante dell’operismo di Saint-Saëns.

Don Gomez rivela al duca di Norfolk di amare Anna Bolena, che gli ha promesso di sposarlo. Enrico VIII, pure innamorato di lei, la nomina dama d’onore della moglie Caterina d’Aragona; poi, dopo aver rifiutato a Caterina la grazia per Buckingham, dichiara illegittimo il proprio matrimonio, avendo egli sposato la moglie del fratello: incontrandosi con Anna, si dice pronto a ripudiare la regina. Durante il sinodo il cardinal Campeggio, legato papale, dichiara però valido il matrimonio con Caterina. Enrico si proclama allora capo della chiesa d’Inghilterra, e annuncia di prendere in moglie Anna Bolena; il legato scomunica il sovrano. Don Gomez, incontratosi con Anna, dice alla nuova regina di aver donato a Caterina la lettera ove ella rivelava il suo amore per lui. Anna visita Caterina, in punto di morte, nell’esilio di Kimbolth: implora la sovrana ripudiata di restituirle la lettera compromettente, ma non sa che Caterina l’ha lasciata in eredità, celata nel libro d’ore, a Don Gomez. Sopraggiunge Enrico, da tempo sospettoso di Anna; il re ha intuito che Caterina è al corrente di qualcosa, e cerca di farla parlare, ma invano: ella spira con il proprio segreto.

Gratificato da un buon successo al suo apparire,Henry VIIIcomparve all’Opéra fino al 1919; una recente produzione del festival di Compiègne (1991), diretta da Alain Guingal, ha riportato alla ribalta l’opera, che si è dimostrata in tutto meritevole di essere riproposta. Tra le curiosità ‘filologiche’ dell’officina antiquaria di Saint-Saëns il tema che apre il preludio del primo atto, scovato dal compositore nella biblioteca reale di Buckingham Palace; nonché un tempo di minuetto (IV,1) tratto daThe Carman’s Whistledi William Byrd, contenuto nelFitzwilliam Virginal Book. Tra i luoghi memorabili l’imponente, magistrale scena del sinodo e la splendida aria di Enrico “Qui donc commande” (I,4).
Fonte: Dizionario dell'Opera Baldini&Castoldi


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