Home Page
Consultazione
Ricerca per categorie
Ricerca opere
Ricerca produzioni
Ricerca allestimenti
Compagnia virtuale
Servizio
Informazioni e FAQ
Condizioni del servizio
Manuale on-line
Assistenza
Abbonamento
Registrazione
Listino dei servizi
Area pagamenti
Situazione contabile


Visualizzazione opere

Arminio
Dramma per musica in tre atti di Antonio Salvi
Musica di Alessandro Scarlatti 1660-1725
Prima rappresentazione: Pratolino, settembre 1703

Personaggi
Vocalità
Arminio
Contralto
Publio Quintilio Varo
Tenore
Ramise
Contralto
Segeste
Basso
Sigismondo
Soprano
Tullio
Contralto
Tusnelda
Soprano
Note
Arminioè il primo dei quattro drammi per musica che Alessandro Scarlatti compose con cadenza annuale tra il 1703 e il 1706 per il teatro della villa di Pratolino, residenza del principe Ferdinando de’ Medici, raffinato cultore di musica. All’Arminiofecero seguitoTurno Aricino(1704),Lucio Manlio(1705),Il Gran Tamerlano(1706), tutti drammi d’argomento storico. Le partiture di queste opere sono andate perdute, a eccezione di qualche frammento; dell’Arminioresta solo l’aria “Duri lacci voi non siete”, che si riferisce però a una rielaborazione dell’opera per Napoli (teatro San Bartolomeo, 19 novembre 1714).

Il soggetto trae spunto dai fatti narrati da Tacito negliAnnalese si riferisce alla guerra civile, avvenuta ai tempi di Tiberio, tra le popolazioni germaniche conquistate dai Romani; sullo sfondo delle due avverse fazioni – quella guidata da Arminio, che tentava di resistere con la guerra, e quella capeggiata da Segeste, suocero di Arminio, che era favorevole a stringere accordi di pace con i Romani – si dipana la trama del libretto. Ovviamente la narrazione storica ha solo la funzione di supporto per un intreccio tutto giocato sul contrasto di sentimenti dei personaggi: Varo, innamorato di Tusnelda, spera di uccidere Arminio per ottenere l’amata; questa, nel desiderio di difendere Arminio, è però combattuta tra l’amore per il marito e la fedeltà filiale; Segeste è turbato per l’ordine ricevuto da Varo di uccidere Arminio, l’uomo amato dalla figlia. Altrettanto contrastato è l’amore tra Ramise e Sigismondo, entrambi divisi tra sentimento e dovere di stato. La concordia trionfa alla fine grazie alla lealtà, alla magnanimità e al senso di giustizia del protagonista, che perdona Segeste.
Fonte: Dizionario dell'Opera Baldini&Castoldi


Credits - Condizioni del servizio - Press Room - Pubblicità