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Amleto
Tragedia lirica in quattro atti di Arrigo Boito, da Shakespeare
Musica di Franco Faccio 1840-1891
Prima rappresentazione: Genova, Teatro Carlo Felice, 30 maggio 1865

Personaggi
Vocalità
Amleto
Tenore
Claudio
Baritono
Geltrude
Mezzosoprano
I becchino
Tenore
I cantore
Soprano
II becchino
Basso
II cantore
Tenore
III cantore
Basso
Laerte
Tenore
lo Spettro
Basso
Marcello
Basso
Ofelia
Soprano
Orazio
Basso
Polonio
Basso
un sacerdote
Basso
Note
Seconda e ultima opera di Franco Faccio, celebre direttore d’orchestra,Amletoè la testimonianza di un talento compositivo spiccato e originale. È anche una singolare esperienza operistica, con caratteristiche che la distinguono da gran parte della coeva produzione italiana: anzitutto una sensibilità intimista, che privilegia atmosfere rarefatte ora malinconiche (Ofelia), ora allucinate (lo Spettro); poi, un linguaggio musicale elegante, rifinito, alieno da esagerazioni effettistiche e da trivialità; di rilievo, infine, la strumentazione, sovente alleggerita con una suggestiva predilezione per i toni chiari. Altro importante elemento di interesse è il libretto di Arrigo Boito, prodromo alle successive esperienze shakespeariane diOtelloeFalstaff; sperimentale e ‘scapigliato’ al massimo grado, il testo boitiano segue con fedeltà le linee generali della tragedia.

Dopo la morte del re di Danimarca il fratello, Claudio, viene incoronato sovrano e sposa Geltrude, consorte del defunto. Al figlio di questi, Amleto, appare lo spettro del padre, che gli rivela di essere stato assassinato da Claudio; Amleto, in attesa del momento opportuno per la vendetta, decide di fingersi pazzo. Una rappresentazione teatrale, che allude ad arte al fratricidio, provoca la terrorizzata reazione del re, smascherando ad Amleto la colpevolezza di Claudio. Ofelia, amata da Amleto, poi sconvolta dalle sue ripulse e dalla morte del padre Polonio (caduto per mano del principe), si suicida, impazzita dal dolore; durante il funerale della giovane Amleto uccide Claudio, invocando poi il perdono della donna amata, da lui sacrificata al suo piano di vendetta.

Nonostante il buon successo alla ‘prima’ genovese,Amletonon decollò: dovette aspettare sei anni, sensibilmente rimaneggiato, per riapparire sulle scene. Avvenne alla Scala nel 1871 e fu un fiasco memorabile, in parte dovuto alla cattiva esecuzione, in parte al pubblico ostile a due vessilliferi dell’«arte dell’avvenire», quali si consideravano Faccio e Boito. L’insuccesso convinse Faccio ad abbandonare la carriera di compositore per quella, già brillantemente avviata, di direttore d’orchestra; né volle in seguito, al culmine della sua fama, acconsentire a una ripresa dell’opera, su cui scese immeritato l’oblio.
Fonte: Dizionario dell'Opera Baldini&Castoldi


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