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Blaubart
(Barbablú) Opera in un atto proprio, dal dramma di Georg Trakl
Musica di Camillo Togni 1922-1993
Prima rappresentazione: Venezia, Teatro La Fenice, 27 giugno 1978

Personaggi
Vocalità
Blaubart
Baritono
Elisabeth
Soprano
il bambino Herbert
Recitante
il vecchio
Basso
Note
Come la sua opera successiva,Barrabas, ancheBlaubartè tratto da un’opera di Georg Trakl, il poeta e drammaturgo viennese la cui produzione il compositore bresciano ha contribuito a diffondere in Italia anche in sede letteraria. Il ‘dramma per marionette’ trakliano è un brano a forti tinte espressioniste, connotandosi la celebre fiaba di Perrault di non pochi elementi simbolici e onirici, ai limiti della più pregnante e lacerata visionarietà. L’averlo Togni assunto come libretto della sua opera, senza modificarne alcunché, rivela un’adesione incondizionata a tale mondo poetico. E in effetti, proprio il teatro espressionista, nella fattispecie quello di Schönberg e di Berg, si pone quale modello dichiarato non solo della scrittura compositiva ma anche della concezione drammaturgica stessa del compositore – tra i primi in Italia a far propri i dettami della cultura musicale della Vienna d’inizio secolo. Si è parlato di ‘teatro dell’assenza’, non a caso, infatti, a riguardo del teatro di Togni: un teatro cioè ‘antiteatrale’, che non cerca facili vie di comunicazione, ma subordina il gesto teatrale a quello artigianale-compositivo, di rara asciuttezza, severità di concezione, coerenza e purezza stilistica. L’opera, composta nel 1976, è strutturalmente costituita da un prologo corale e da tre scene che seguono in continuità, benché costituite da ‘numeri chiusi’ (rispettivamente: Rapsodia e Rondeau di Vaillant per le prime due scene, mentre la terza si articola in Preludio, Canzone di Blaubart, Postludio, Liebeslied, Transizione, Delirando, Finale). Imponente l’organico orchestrale, che prevede un centinaio di esecutori, benché siano frequenti passi di taglio eminentemente cameristico. Debiti stilistici da Schönberg si rilevano nella natura seriale del materiale intervallare, nella costante ricerca di un giusto rapporto tra suono e luci (sono indicate in partitura tutte le sfumature di colore che ciascuna scena deve assumere) e nella vocalità, per la quale sono considerati quattro modi distinti d’emissione, ossia il ‘cantato’, il ‘recitato-intonato’ (unoSprechgesangcon intonazione precisa), il ‘vero parlato’ su tre registri differenti e il ‘recitato-parlato’ senza intonazione precisa.
Fonte: Dizionario dell'Opera Baldini&Castoldi

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