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Contrabbasso, Il
Grottesco in un atto e tre scene di Mario Mattolini e Mauro Pezzati, da Il romanzo del contrabbasso di Cechov
Musica di Valentino Bucchi 1916-1976
Prima rappresentazione: Firenze, Teatro della Pergola, 20 maggio 1954

Personaggi
Vocalità
I suonatore
Tenore
II suonatore
Tenore
III suonatore
Baritono
il contrabbassista
Basso-Baritono
il fidanzato
Tenore
il gendarme
Basso
il ladro
Mimo
il padre della principessa
Basso
il prete
Tenore
IV suonatore
Basso
la ladra
Mimo
la principessa
Soprano
Note
Anche se non si trattava della prima esperienza teatrale di Bucchi,Il contrabbassovenne presentato al XVII Maggio musicale fiorentino come la novità di un «giovane compositore» (nella stessa stagione veniva allestita una nuova versione deIl diavolo nel campaniledel ‘vecchio’ Lualdi). La breve opera (il cui soggetto rivela la formazione anche filosofica del compositore) è un’amara ma delicata metafora dell’isolamento del musicista nell’epoca contemporanea, presentata nello stile tipico di Bucchi, essenziale e lineare (definito felicemente da D’Amico come poetica «del minimo mezzo»). Allora i critici apprezzarono la sua «vena strumentale sapida ed umorosa» e gli riconobbero un «senso operistico vivo e congeniale», esercitato su una sceneggiatura molto ben predisposta. L’opera, breve, scorrevole e leggera, piacque più dell’innovativo balletto che completava la serata, una coreografia di Martha Graham.

Scena prima. Il contrabbassista, trascinando il suo pesante strumento, lamenta la sua sorte solitaria passando lungo un fiume. Gli appare una donna – la principessa – che sta facendo il bagno nuda. S’immerge anch’egli di nascosto, ma nel frattempo due ladri rubano a entrambi le vesti. La principessa, tornata a riva, accusa lo strumentista del furto. Egli si dispera e, per proteggerla, la chiude nella custodia del contrabbasso, poiché si stanno avvicinando delle persone. Sono degli strumentisti diretti al castello e, scorta la custodia, la portano con sé.Scena seconda. Al castello la principessa è attesa dal padre e dal fidanzato: per passare il tempo, il fidanzato prova a suonare alcuni strumenti dell’orchestra. Quando apre la custodia del contrabbasso, fra lo stupore dei presenti, appare la principessa, che deve fornire spiegazioni: afferma di aver incontrato un satiro nei pressi del fiume.Scena terza. Al fiume, il gendarme e i popolani cercano il satiro accompagnati da un prete, per compiere un esorcismo. Quando il contrabbassista emerge dai cespugli, tutti fuggono: egli si avvia solitario e triste, consolato solo dalla speranza che un giorno la sua musica incanterà gli uomini.

All’esile e surreale trama corrisponde un ordito musicale leggero e scarno, caratterizzato da una scrittura che si sostanzia talora di semplici linee melodiche. Nell’ottica del gioco formale di accostamenti e contrapposizioni, numerosi sono i contrasti tra episodi del tutto diatonici (all’apparizione della principessa) e altri di pungente cromatismo (ad esempio, nei momenti di stupore del contrabbassista). In un’opera in cui gli strumenti sono protagonisti – negli assoli del contrabbasso, nella musica del quartetto di suonatori – sono di ampie proporzioni gli episodi orchestrali o mimici (alla danza dei ladri si indica ‘Quasi minuetto’), con frequenti dialoghi fra le tinte gravi del contrabbasso e la lieve spensieratezza degli altri strumenti, che si rincorrono anche in intrecci imitativi e canoni. La trasparente polifonia investe pure il coro, condotto spesso per frammenti sillabici ripetuti (o montati acollage), mentre la principessa e il suo fidanzato sono accompagnati rispettivamente da ritmi di mazurka e di valzer lento, rivelando con semplici mezzi drammaturgici la loro personalità interiore.
Fonte: Dizionario dell'Opera Baldini&Castoldi


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