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Caravane du Caïre, La
Opéra-ballet in tre atti di Etienne Morel de Chédeville e del conte di Provenza
Musica di André-Ernest-Modeste Grétry 1741-1813
Prima rappresentazione: Fontainebleau, Théâtre Royal, 30 ottobre 1783

Personaggi
Vocalità
Almaïde
Soprano
Florestan
Basso
Furville
Basso
Husca
Basso
Osman
Basso
Osmin
Basso
Saint-Phar
Tenore
Tamorin, capo degli eunuchi
Tenore (haute-contre)
una circassa
Soprano
una francese
Soprano
una schiava italiana
Soprano
una tedesca
Soprano
Zélime
Soprano
Note
L’opera incarnò l’ambizione di Grétry – e dei suoi collaboratori, tra cui, come conte di Provenza, spicca il futuro sovrano Luigi XVIII, appassionato di teatro musicale – di dar vita a uno spettacolo rinnovato, in cui la tradizione dellatragédie lyriquesi fondesse con elementi comici di puro divertimento. Facendo perno sul popolare tema delle ‘turcherie’ (l’opera ‘turca’ di Mozart,Die Entführung aus dem Serailrisaliva ad appena un anno prima) e con il sostegno della sua fastosa coreografia di marca francese, il tentativo si impose a dispetto delle polemiche, suscitando anche una parodia in forma divaudeville(Le Marchand d’esclaves) e un balletto da questo derivato. Alla storia della diffusione europea dellaCaravaneappartiene la ripresa, in traduzione italiana (Monza 1795).

Atto primo. Tra i viaggiatori appartenenti a una carovana si trova anche un gruppo di schiavi, tra cui il francese Saint-Phar e la sua amata, l’orientale Zélime. I due implorano il capo della carovana, Husca, di non separarli. In quel mentre la carovana viene attaccata dagli arabi: Saint-Phar viene liberato per combattere e gli viene promessa la libertà in caso di vittoria. Così avviene ma, non potendo barattare questo successo anche con la libertà di Zélime, decide di trovare comunque il modo di liberarla.

Atto secondo. Husca si reca nel bazar per offrire le sue schiave all’harem del pascià; questi si innamora di Zélime. Invano Saint-Phar cerca di comprare a sua volta l’amata.

Atto terzo. Almaïde vuol tornare a essere la preferita del pascià, mentre il francese Florestan, amico del pascià, piange l’ignota sorte del figlio Saint-Phar. Durante una festa in onore di Florestan, Zélime fugge, ma viene ripresa. Quando la ragazza chiede pietà per Saint-Phar, condotto anch’egli prigioniero, Florestan riconosce in lui suo figlio. Il perdono del pascià e la sua rinuncia a Zélime concludono felicemente l’opera.

La partitura presenta una serie di scene di ampie proporzioni, dall’avvincente concitazione: la marcia della carovana, la battaglia, la descrizione dell’harem e soprattutto la spettacolare scena del bazar che conclude il secondo atto, undivertissementche comprende il ballo, il coro e il canto solistico. Dei diversi, notevoli ‘soli’ dell’opera, ricordiamo l’aria virtuosistica “Fra l’orror de la tempesta”, su testo di Pietro Metastasio.
Fonte: Dizionario dell'Opera Baldini&Castoldi


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