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Dame blanche, La
Opéra-comique in tre atti di Eugène Scribe, dai romanzi Guy Mannering e The Monastery di Walter Scott
Musica di François-Adrien Boïeldieu 1775-1834
Prima rappresentazione: Parigi, Opéra-Comique, 1º dicembre 1825

Personaggi
Vocalità
Anna
Soprano
Dikson
Tenore
Gaveston
Basso
George Brown
Tenore
Jenny
Soprano
Marguerite
Mezzosoprano
Note
Composta dopo gli otto anni trascorsi in Russia, durante i quali il compositore tentò di tenere alta la bandiera francese in un periodo in cui la ‘scuola napoletana’ trionfava un po’ dovunque,La dame blancherappresentò una svolta decisiva all’interno della produzione di Boïeldieu e aprì la strada alla grande stagione ottocentesca dell’opéra-comique. I contemporanei ne furono affascinati e uno straordinario successo accompagnò l’opera per tutto l’Ottocento. Il soggetto, ingenuamente ‘romantico’ nel suo rifarsi ai romanzi di Scott, offrì il pretesto per una musica lieve e brillante, qua e là appena venata di malinconia.

Atto primo. Scozia, 1759. Ospite di Dikson e di sua moglie Jenny, il giovane George Brown viene informato sulle vicende del castello di Avenel e sul fantasma che lo abita: la misteriosa Dama bianca. La tenuta, morti gli antichi proprietari, è ora sotto la tutela dell’avido Gaveston e deve essere messa all’asta. Brown, che in seguito a una ferita di guerra ha perduto la memoria, racconta a sua volta di essere alla ricerca della sconosciuta fanciulla che l’ha curato durante la sua convalescenza. Frattanto Gaveston trama per impossessarsi della tenuta, contrastato dagli altri possidenti del paese, che intendono allearsi per porterla riscattare.

Atto secondo. Giunge al castello Anna, un’orfanella che i conti avevano preso sotto la loro protezione; è lei la misteriosa salvatrice di George, ed è sempre lei (sotto le sembianze della Dama bianca) ad aver finora protetto il castello dalle mire di Gaveston. Sarà ancora merito di Anna se George potrà partecipare all’asta e riuscirà a vincere la gara; un tesoro, nascosto dai vecchi proprietari in un luogo che solo la ragazza conosce, servirà allo scopo.

Atto terzo. Le trame di Gaveston vengono così sventate, e George (che nel frattempo ha scoperto di essere il figlio smarrito del conte) sposerà Anna fra la soddisfazione generale.

Resta un mistero come mai, dopo un così lungo periodo di trionfi (nel 1826 venne rappresentata centocinquanta volte), l’opera sia oggi uscita dal repertorio. Forse troppo spesso nel nostro secolo, il capolavoro di Boïeldieu è stato riduttivamente eseguito in chiave quasi operettistica, dimenticando che il compositore (soprattutto per la parte di George) predispose ruoli vocali dalle notevoli difficoltà virtuosistiche, in parte paragonabili a quelle affidate da Rossini ai suoi interpreti.
Fonte: Dizionario dell'Opera Baldini&Castoldi


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