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Equivoci nel sembiante, Gli
Commedia in musica in tre atti di Domenico Filippo Contini
Musica di Alessandro Scarlatti 1660-1725
Prima rappresentazione: Roma, Teatro privato della famiglia Contini, febbraio 1679

Personaggi
Vocalità
Armindo
Tenore
Clori
Soprano
Eurillo
Tenore
Lisetta
Soprano
Note
Questa operina ‘da camera’, nata durante la permanenza del compositore a Roma, contribuì in modo significativo alla celebrità del giovane siciliano, allora neppure diciannovenne. Suo primo lavoro comico, nel giro di pochi anni venne rappresentata in diverse città italiane (tra cui Napoli, sua futura patria adottiva, dove andò in scena dapprima nel 1680 e quindi il 21 dicembre 1681 a Palazzo Reale, per i festeggiamenti in occasione del compleanno della regina madre) e a Vienna, il 13 febbraio del 1681, col titolo mutato inL’amor non vuole inganni.

Atto primo. Due ninfe sorelle, Lisetta e Clori, sono innamorate del pastore Eurillo. Per gelosia, la prima falsifica il testo di una lettera d’amore della sorella Clori a Eurillo, provocando l’ira del giovane.

Atto secondo. Compare un ignoto personaggio, Armindo, che le ragazze scambiano per Eurillo. Il giovane approfitta della situazione e organizza un appuntamento al crepuscolo con Clori, ma casualmente si presenta al luogo convenuto il vero Eurillo.

Atto terzo. È ancora il nuovo personaggio a far procedere l’azione, chiedendo a Clori, che ancora s’inganna sulla sua identità, di sposarlo. Eurillo, che ascolta di nascosto il dialogo tra i due, sviene dalla rabbia; quando rinviene, riconosce in Armindo un suo gemello, perduto di vista da anni. Questi chiede perdono per l’inganno perpetrato e chiede in sposa Lisetta, mentre Eurillo potrà finalmente convolare a giuste nozze con l’amata Clori.

Alla notorietà della commedia e del suo autore giovarono anche una serie di scandali romani, come quello dovuto all’esecuzione clandestina dell’opera durante la quaresima (con conseguente reazione di Papa Innocenzo XI, poco amico del teatro) e un altro turbolento episodio accaduto al Collegio Clementino. Accolto ovunque con grande favore,Gli equivoci nel sembianterichiede il minimo investimento organizzativo: uncastdi soli quattro interpreti, un piccolo complesso d’archi e un’unica scenografia. L’impronta melodica scarlattiana s’impone già distintamente in questo lavoro giovanile, che comprende, secondo le consuetudini dell’epoca, un totale di ben 48 piccoli pezzi musicali tra arie e duetti.
Fonte: Dizionario dell'Opera Baldini&Castoldi


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