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Echo et Narcisse
Drame lyrique in un prologo e tre atti di Ludwig Theodor von Tschudi, da Ovidio
Musica di Christoph Willibald Gluck 1714-1787
Prima rappresentazione: Parigi, Opéra (Académie royale de musique), 24 settembre 1779

Personaggi
Vocalità
Aglaé
Soprano
Amour
Soprano
Cynire
Tenore
Echo
Soprano
Narcisse
Tenore
ninfa (4)
Soprano
Note
L’ultima opera di Gluck si muove nell’ambito del genere pastorale, come è evidente sin dall’ouverture e per tutta la partitura, nella quale è notevole l’attenzione riservata al timbro pastoso dei legni. Una scelta simile, a pochi mesi dall’Iphigénie en Tauride, dovette sconcertare i committenti (l’Académie royale de musique), che accolsero molto freddamente il lavoro, contribuendo così alla decisione del compositore di lasciare la capitale francese.

Prologo. Dal suo tempio, Amour racconta dell’amore tra Echo e Narcisse e di come il geloso Apollo sia riuscito, attraverso un incantesimo, a separare la coppia. Ma Amour cercherà di far nuovamente innamorare Narcisse.

Atto primo. È il giorno delle nozze tra Echo e Narcisse, ma la ninfa non è felice; teme infatti che l’amato le sia infedele e chiede a Cynire di scoprire la verità. Ma sarà lei stessa ad assistere a una scena incredibile: Narcisse si reca a una fonte e, specchiandosi, s’illude, per effetto dell’incantesimo di Apollo, di vedervi l’immagine di una dea delle acque. Echo, che non riesce a fargli giungere la sua voce, si dichiara pronta a morire.

Atto secondo. Echo sta morendo, ma Narcisse, ancora infatuato della sua immagine, non se ne accorge, finché un tuono non lo reintegra magicamente nel pieno controllo di sé. Troppo tardi: dalle porte dischiuse del tempio s’intravvede Echo moribonda.

Atto terzo. Tutti lamentano la morte della ninfa. Narcisse si congeda dall’amico Cynire e invoca lo spirito della defunta, prima di pugnalarsi per la disperazione; proprio in quel momento le porte del tempio si aprono nuovamente e compare Echo, riportata in vita da Amour, cui tutti tributano un inno festoso.

I pregi della partitura sono numerosi: vivacità e originalità non vengono mai meno nelle pagine di balletto (notevoli le danze del prologo), nei cori (severo e toccante quello che nel secondo atto piange la morte di Echo), mentre i recitativi accompagnati e gli ariosi sono di grande tensione drammatica, come le arie e i concertati; di delicatezza quasi calligrafica le parti vocali femminili, distese quelle tenorili. Tra i luoghi rimarchevoli, l’accorata perorazione di Echo (“Peut-être d’un injuste effroi”), l’elaborata aria di Cynire (“Dissipe ce mortel effroi”) e due brani che sfruttano l’effetto d’eco suggerito dalla protagonista: l’introduzione orchestrale all’atto terzo e l’arioso di Narcisse che si specchia alla fonte (“Divinité des eaux”).
Fonte: Dizionario dell'Opera Baldini&Castoldi


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