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Grotta di Trofonio, La
Dramma giocoso in due atti di Giovanni Battista Casti
Musica di Antonio Salieri 1750-1825
Prima rappresentazione: Vienna, Burgtheater, 12 ottobre 1785

Personaggi
Vocalità
Aristone
Basso
Artemidoro
Tenore
Dori
Soprano
Ofelia
Soprano
Plistene
Tenore
Trofonio
Basso
Note
Il dramma abilmente congegnato da Casti ruota attorno alla caratterizzazione di due coppie antitetiche di amanti, coinvolte in un comico gioco dal sapore vagamente fantastico. La commedia di carattere si sposa così con l’apparato magico tipico dell’opera buffa, in una vicenda godibilissima che pare preannunciare il soggetto diCosì fan tutte.

Atto primo. Sono prossime le nozze delle due figlie di Aristone. Le ragazze hanno scelto dei compagni che rispecchino il proprio carattere: così alla spensierata Dori si unirà l’allegro Plistene, mentre la serissima, intellettuale Ofelia sposerà il ‘filosofo’ Artemidoro. I due uomini s’imbattono però nella grotta del mago Trofonio, che si trova nel cuore di una foresta. Il mago incontra prima Artemidoro che, per amore della conoscenza, accoglie l’invito a entrare nella grotta; successivamente vi penetra anche Plistene, alla ricerca dell’amico. Dalla grotta magica usciranno entrambi trasformati: ognuno avrà assunto il carattere dell’altro. Davanti a questa sconcertante scoperta, le due donne si trovano confuse e accolgono con sgomento l’annuncio che il padre ha fissato la data delle nozze.

Atto secondo. Per consolare le figlie, Aristone propone loro, ma inutilmente, di scambiarsi i mariti. I due uomini sono intanto tornati nella grotta e hanno riacquistato le reciproche originarie personalità. Ora è però la volta delle loro fidanzate, che, ignare di tutto, si recano a far visita a Trofonio: la magica grotta trasforma naturalmente anche le loro personalità. Disperato, Aristone invoca l’assistenza del mago. Questi, circondato dagli spiriti del luogo, svela il segreto a tutti ignoto e invita le ragazze a tornare nella grotta: ripristinate nei loro autentici caratteri, le doppie nozze potranno aver luogo e tutti si congedano esultanti dal potente mago.

La partitura di Salieri è notevole per l’uso ricco e l’insolita preminenza concessa ai fiati, impiegati per caratterizzare i diversi personaggi e sottolineare le trasformazioni della loro personalità. Tra gli esempi più significativi dell’utilizzo concertante dei legni è l’aria di Ofelia “D’un dolce amor”, impreziosita dalla presenza di clarinetti e fagotti obbligati.
Fonte: Dizionario dell'Opera Baldini&Castoldi


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