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Gloria
Opera in tre atti di Arturo Colautti
Musica di Francesco Cilea 1866-1950
Prima rappresentazione: Milano, Teatro alla Scala, 15 aprile 1907

Personaggi
Vocalità
Aquilante de’ Bardi
Basso
Bardo
Baritono
Gloria
Soprano
il vescovo
Basso
la Senese
Soprano
Lionello de’ Ricci
Tenore
Note
Dopo il successo diAdriana Lecouvreur, Cilea, desiderando una piena affermazione in campo operistico, tentò un progetto più ambizioso, cimentandosi con un soggetto che si riallacciava a quel filone storico delle ‘fiorentinate’, che avrebbe in seguito trovato largo credito presso molti compositori italiani di primo Novecento (si pensi aParisinadi Mascagni o allaCena delle beffedi Giordano). Il soggetto è incentrato sull’amore tra due giovani, appartenenti a famiglie divise dalla rivalità e dal risentimento: in pratica un’ennesima variazione sul tema delRomeo e Giuliettashakespeariano. Malgrado l’impiego di una rete motivica quanto mai elaborata e sapiente, di un linguaggio armonico ardito e di un contrappunto elegante ed elaborato (che fa di “Grave signor a te”, nella scena della cerimonia nuziale, una delle pagine più riuscite della partitura), l’opera sortì di ispirazione discontinua: forse anche perché l’ambientazione e i sentimenti di cui la vicenda si alimenta erano del tutto estranei alla personalità schiva e introversa di Cilea, più avvezzo a una drammaturgia raccolta e a passioni più interiorizzate che ostentate. Nel 1932, grazie alla collaborazione di Ettore Moschini, il musicista revisionò la partitura, cambiando il nome di Folco in Bardo e tagliando il confronto tra questi e Lionello nel secondo atto.
Fonte: Dizionario dell'Opera Baldini&Castoldi

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