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Giustino, Il
Dramma per musica in tre atti di Nicolò Beregan
Musica di Antonio Vivaldi 1678-1741
Prima rappresentazione: Roma, Teatro Capranica, carnevale 1724

Personaggi
Vocalità
Amanzio
Soprano
Anastasio
Soprano
Andronico
Contralto
Arianna
Soprano
Giustino
Contralto
la Fortuna
Soprano
la voce di Vitaliano Seniore
Tenore
Leocasta
Soprano
Polidarte
Tenore
Vitaliano
Tenore
Note
Composta come seconda opera della stagione di carnevale 1724 per il Teatro Capranica di Roma, probabilmente in seguito al successo riscosso da quella scritta per lo stesso teatro l’anno precedente (Ercole sul Terdomonte),Giustinorisale al periodo della maturità del compositore. Interprete principale, nel personaggio femminile di Arianna, fu il famoso ‘Farfallino’, Francesco Fontana, castrato specializzatosi in ruoli da prima donna (fu interprete di tutti i principali ruoli femminili nei drammi romani scritti da Metastasio). Nel 1683, a Venezia, era stato rappresentato ilGiustinodi Giovanni Legrenzi, al Teatro Vendramin di San Salvatore; il libretto era firmato da Nicolò Beregan; con le sue sei riprese accertate, fu una delle opere più popolari del Seicento. Rielaborato più volte e intonato da diversi autori, lo stesso testo era stato ripreso nel 1711 al Teatro Formagliari di Bologna, con le musiche di Tomaso Albinoni, in un adattamento in cinque atti di Pietro Pariati. Rielaborato nuovamente per Vivaldi da un anonimo collaboratore (forse Antonio Maria Lucchini, librettista delFarnace), ilGiustinofu in seguito intonato da Händel per le scene londinesi (1737).

Atto primo. A Costantinopoli si celebrano le nozze fra Arianna e Anastasio, il nuovo imperatore bizantino. Polidarte, ambasciatore del nemico invasore Vitaliano, offre condizioni di pace a patto che Arianna sia concessa al suo signore. In campagna, il contadino Giustino riposa sognando la gloria militare e si addormenta cantando un’aria ‘del sonno’ orchestrata con violini e legni all’unisono, e lunghi pedali (basso, violoncello e viola), su ritmo di siciliana: una ninna-nanna pastorale. Al suono di un’«allegra sinfonia», che ha la melodia del primo movimento del concertoLa Primavera, la dea Fortuna compareex machina, promettendo gloria, regno e ricchezze al giovane, che decide di darsi alle armi. Ha subito occasione di provare il suo valore: Leocasta, sorella dell’imperatore, è inseguita da un orso, ucciso prontamente da Giustino, il quale viene invitato a palazzo. Andronico, fratello di Vitaliano, travestito da donna e sotto il nome di Flavia, si è introdotto a corte per rimanere vicino all’amata Leocasta. Da bravo cavaliere, Giustino si interessa immediatamente a Flavia, che si spaccia per una principessa fuggitiva. Arianna, che aveva deciso di seguire il consorte sul campo di battaglia, è stata catturata da Vitaliano. Anche Giustino si avvia al campo, cantando la sua prima aria eroica. Nell’accampamento nemico, Arianna è condotta davanti a Vitaliano e rifiuta le sue proposte, decisa a preferirgli la morte. L’atto termina con l’aria virtuosistica in cui essa canta il proprio addio allo sposo amato.

Atto secondo. Il protagonista e Anastasio approdano su una spiaggia dopo aver fatto naufragio, giusto in tempo perché il giovane soldato possa liberare Arianna, incatenata ad uno scoglio come preda per un mostro marino (quasi novella Andromeda, o Olimpia ariostesca). A palazzo, Leocasta e Flavia si travestono da soldati per raggiungere Giustino al campo, in quanto la prima è gelosa dei favori che Arianna potrebbe accordare al valoroso soldato. Il traditore Amanzio accusa Giustino di complotto contro l’imperatore, cercando di coinvolgere nelle calunnie anche Arianna. I sospetti di Anastasio aumentano quando la sposa intercede presso di lui in favore di Giustino, per il quale chiede maggiori ricompense (come Desdemona a Otello in favore di Cassio!). Mentre Leocasta e la finta Flavia si dirigono al campo di battaglia, quest’ultima rivela di essere Andronico e dichiara il proprio amore alla donna, cercando di violentarla. Leocasta è salvata da Giustino, al quale confessa il proprio amore, scoprendosi ricambiata. Il soldato conclude l’atto con un’aria eroica accompagnata da archi e salterio solista, forse concepita per un virtuoso dello strumento e per un tipo molto particolare di salterio.

Atto terzo. Anastasio, ormai succube di Amanzio, fa imprigionare Giustino ed esiliare Arianna. Leocasta libera Giustino, che scopre di essere fratello di Vitaliano e Andronico, che erano in precedenza riusciti a fuggire dalla prigione. Amanzio si incorona imperatore e imprigiona Arianna e Anastasio. Giustino e Vitaliano catturano Amanzio. Giustino viene incoronato co-imperatore da Anastasio, che lo unisce in matrimonio con Leocasta.

NelGiustinoVivaldi ricorse frequentemente alla tecnica dell’autoimprestito e impiegò una notevole quantità di musica preesistente, riadattando 22 numeri vocali (circa metà del totale), spesso integrandoli con numerosi ritocchi: il compositore allestiva così una specie di ‘antologia personale’ in onore del pubblico romano. Dopo il 1724 l’opera non sembra essere stata ripresa fino al 1985, allorché fu rappresentata al Teatro Olimpico di Vicenza, a Versailles e al Teatro La Fenice di Venezia, direttore Alan Curtis.
Fonte: Dizionario dell'Opera Baldini&Castoldi


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