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Martyrs, Les
Grand-opéra in quattro atti di Eugène Scribe, da Poliuto di Salvatore Cammarano
Musica di Gaetano Donizetti 1797-1848
Prima rappresentazione: Parigi, Opéra, 10 aprile 1840

Personaggi
Vocalità
Callisthènes
Basso
Félix
Basso
Néarque
Tenore
Pauline
Soprano
Polyeucte
Tenore
Sévère
Baritono
un cristiano
Basso
Note
«Darò allaGrand’Opera Franceseil mioPoliutoproibito a Napoli per essere troppo sacro, allargato in quattro atti invece di tre com’era, e tradotti ed aggiustati pel Teatro Francese da Scribe. Da ciò ne avvenne che ho dovuto rifare tutti i recitativi di nuovo, far un nuovo finale primo atto, aggiunger arie, terzetti e ballabili come qui si usa, acciò non si lagni il pubblico che la tessitura è italiana, che in questo non ha torto. La musica, e la poesia teatrale francese hanno uncachettutto proprio al quale ogni compositore deve uniformarsi». Così Donizetti, in una lettera al suo vecchio maestro Simone Mayr (Parigi, 8 aprile 1839), descriveva i cambiamenti chePoliutodovette subire per approdare sulle scene francesi. Dopo che la rappresentazione del dramma di Cammarano tratto dalPolyeuctedi Corneille fu vietata nel 1838 a Napoli, Donizetti pensò a un suo adattamento per l’Opéra di Parigi accordandosi con Eugène Scribe per la rielaborazione del libretto in francese, che andava comunque adattato a una partitura in gran parte già scritta. Quanto alla sostanza musicale, l’analisi dell’autografo conservato a Milano (Archivio Storico Ricordi) mostra come Donizetti dovette provvedere a riscrivere interamente in una nuova partitura le parti vocali, nonché la parte del basso e alcuni interventi dei fiati per le parti diMartyrsadattate daPoliuto, lasciando ai copisti la stesura delle parti rimanenti; le sezioni nuovamente composte – sia le parti vocali sia l’orchestrazione – furono stese interamente da Donizetti.

Le modifiche apportate da Scribe al libretto di Cammarano sono sostanziali: egli ampliò infatti il dramma da tre a quattro atti, modificando la fine del primo atto e l’inizio del secondo, ma soprattutto eliminò il motivo della gelosia di Poliuto riportando il conflitto religioso a fulcro essenziale del dramma e attribuendo così aMartyrsun connotato maggiormente spiritualizzato rispetto aPoliuto. Da parte di Donizetti i cambiamenti non furono meno importanti: innanzitutto sostituì al preludio diPoliutouna ampia ouverture in mi maggiore, aperta da un solenne passo di ventisei battute per quattro fagotti, poi cambiò nel primo atto la sortita di Pauline, che nella nuova versione viene a pregare sulla tomba della madre, cui segue un coro femminile nuovo (“Jeune souveraine”), collegato all’ampio preludio che accompagna l’entrata di Pauline da un assolo di clarinetto. L’aria di Pauline “Qu’ici ta main glacée”, dal punto di vista del contenuto musicale, è identica alla corrispondente “Di quai soavi lagrime”. Del tutto diversa è invece la conclusione dell’atto, siglata da un elaboratissimo terzetto (“Objet de ma constance”); questo terzetto fu recuperato nella traduzione italiana diLes Martyrse inserito nella partitura diPoliutofra il cantabile e la cabaletta dell’aria di entrata di Paolina nel primo atto, disposizione che non corrisponde affatto al modo in cui Donizetti rielaborò questa sezione inLes Martyrs.

Nel secondo atto, l’inizio della prima scena è costituito da materiale nuovo, con l’aria per Félix, “Dieux des Romains”. Ampie modifiche contempla anche la seconda scena, dove la partitura diLes Martyrsprevede un balletto articolato in undivertissementin tre parti. Il terzo atto collima essenzialmente con il secondo diPoliuto,tranne che per la presenza di due nuove arie per tenore in sostituzione di “Fu macchiato l’onor mio” e “Sfolgorò raggio divino”. La prima aria “Mon seul trésor” è un cantabile dalla morbida melodia, mentre la risoluzione di Polyeucte di recarsi da Néarque è espressa nella vigorosa cabaletta “Oui, j’irai dans leurs temples”. Da notare che nella frase “Dieu m’inspire” l’effetto di trascendenza è tradotto da uno straordinario sovracuto: un fa sopra il do acuto, la cui esecuzione è lasciata da Donizetti alla facoltà dell’interprete. Completamente cambiata è la scena iniziale del quarto atto, dove in luogo dell’aria con coro di Callistene v’è un terzetto per Félix, Sévère e Pauline; e il coro iniziale del finale, di lunghezza doppia rispetto all’originale.

Gli interpreti cui fu destinata la partitura diLes Martyrse le modifiche richieste dalle convenzioni teatrali francesi provocarono un mutamento sostanziale anche nell’individuazione dei vari ruoli. La parte di Polyeucte, originariamente scritta per Nourrit, la cui estensione non andava oltre il la, è resa inLes Martyrsmolto più acuta essendo stata scritta per Duprez, famoso per il do di petto, ma la cui tessitura poteva spingersi fino al fa diesis tramite l’uso del falsetto. Anche il ruolo di Pauline è più arduo, specie per l’aggiunta del terzetto dell’atto quarto. Radicalmente modificata la parte di Félix, che passa da tenore comprimario a basso profondo principale, con una parte notevolmente ampliata.
Fonte: Dizionario dell'Opera Baldini&Castoldi


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