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Olivo e Pasquale
Melodramma giocoso in due atti di Jacopo Ferretti, dalla commedia omonima di Antonio Simone Sografi
Musica di Gaetano Donizetti 1797-1848
Prima rappresentazione: Roma, Teatro Valle, 7 gennaio 1827

Personaggi
Vocalità
Camillo
Contralto
Columella
Basso
Diego
Baritono
Isabella
Soprano
Matilde
Mezzosoprano
Monsieur Le Bross
Mezzosoprano
Olivo
Baritono
Pasquale
Basso
Note
Composta per il Teatro Valle di Roma dal giovane Donizetti, la partitura diOlivo e Pasqualesubì nel corso del tempo diversi ritocchi e aggiustamenti. Il compositore parve indeciso soprattutto per la distribuzione dei ruoli vocali; il personaggio di Camillo, ad esempio, che nella prima rappresentazione fu affidato alla voce di contralto, (forse perché la compagnia del Teatro Valle era momentaneamente sprovvista di un tenore all’altezza) mutò per le rappresentazioni di Napoli, il 1º settembre dello stesso anno, in parte tenorile. In quelle stesse esecuzioni, analogo ma opposto cambiamento toccò anche a Le Bross, che dal ruolo tenorile passò a quello di mezzosoprano-contralto.

In seguito, per alcune rappresentazioni alla Cannobiana di Milano, ritroviamo Le Bross tenore e Columella trasformato da baritono in basso. Queste incertezze e mutamenti sono del resto pienamente condivisi dal debole libretto composto dal pur celebre Jacopo Ferretti (il librettista della rossinianaCenerentola), ispirato a una fatua commedia di Antonio Simone Sografi, che in qualche modo ricalca la trama delMatrimonio segreto.

Protagonisti della farsa sono Olivo e Pasquale, due mercanti di Lisbona la cui diversità di carattere avrà modo di manifestarsi parodisticamente quando Isabella, figlia di Olivo e quindi nipote di Pasquale, per sottrarsi al non desiderato matrimonio con Le Bross, svelerà di amare da tempo il giovane Camillo, «ragazzo di bottega». La furia del burbero papà, non condivisa dal più tenero zio, si calmerà solo quando, dopo un minacciato duplice suicidio, si udrà uno sparo provenire dal boschetto dove i due giovani innamorati si sono rifugiati. Era solo uno stratagemma per intenerire Olivo, ma sarà sufficiente per convincere i due fratelli a concedere il loro consenso affinché si celebri il sospirato matrimonio.

Musicalmente la partitura pare per molti e forse troppi aspetti legata a precedenti esperienze rossiniane: solo in pochi momenti, come nel duetto fra Le Bross e Isabella (quasi uno schizzo musicale per ilDon Pasquale) è avvertibile il tratto tipico e inconfondibile di Donizetti. Ciò avviene quando la scrittura musicale si libera dallaroutinedei crescendo e dei ritmi puntati a tutti i costi e si stempera in un sorriso lievemente malinconico. Nonostante i limiti di un ricalco rossiniano non sempre perfettamente riuscito (palesi ad esempio anche nel rondò finale affidato a Isabella), innegabile è l’effervescenza che permea i duetti buffi, in particolare quello parodistico e surreale fra i due fratelli nel secondo atto “Siete un asino calzato”.
Fonte: Dizionario dell'Opera Baldini&Castoldi


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