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Sapho
Opera in tre atti di Emile Augier
Musica di Charles Gounod 1818-1893
Prima rappresentazione: Parigi, Opéra, 16 aprile 1851

Personaggi
Vocalità
Alcée
Baritono
Crates
Tenore
Cygenire
Basso
Glycère
Soprano
I araldo
Tenore
II araldo
Basso
il gran sacerdote
Basso
Phaon
Tenore
Phythéas
Basso
Sapho
Mezzosoprano
un pastore
Soprano
Note
È difficile immaginare che critica e pubblico presenti alla ‘prima’ diSaphosi rendessero conto che il trentaquattrenne Gounod, operista debuttante, sarebbe divenuto l’autore francese più rappresentato nel mondo. L’attenzione era puntata soprattutto sulla celeberrima Pauline Viardot, ispiratrice del lavoro; ma la diva non entusiasmò, il successo fu tiepido e Gounod se la cavò con generiche attestazioni di stima. Quanto al libretto del giovane ma già famoso Augier, destinato a una celebrata carriera di drammaturgo, esso intrecciava conflitti privati a cospirazioni politiche, e ciò non piacque alla severa censura della Seconda Repubblica che impose, fin dalla recita successiva, modifiche relative ai personaggi maschili giudicati sovversivi.

A Mitilene fervono i preparativi per l’olimpiade: Phaon, che cospira con Phyhéas contro il tiranno Pittacus, è diviso tra l’amore per Glycère e quello per Sapho; l’una è la bellezza, l’altra il genio. Durante una gara poetica, Alcée infiamma il popolo cantando libertà e rivolta ma è Sapho a trionfare con un’appassionata ode amorosa, che le vale la vittoria e una pubblica dichiarazione d’amore di Phaon. Convinti da Alcée, Phaon e Pythéas firmano la congiura contro il tiranno. Glycère, tormentata dalla gelosia, riesce a sottrarre a Pythéas il documento che prova la colpevolezza dell’amato. Affronta quindi la poetessa, svelandole la trama eversiva : se vuole salvare Phaon dovrà tacere e lasciar credere la propria incostanza; quanto a Phaon, parta da Mitilene, solo, in esilio. Sapho, innamorata più che mai, accetta le condizioni della terribile rivale. Sopraggiunto Phaon, e Glycère lo informa del pericolo che pende sul suo capo. Phaon vuol fuggire e chiede a Sapho di partire con lui, ma costei, con uno sforzo supremo, lo sollecita a partire solo. Ella non l’ama più; compiangendo l’amore perduto, Phaon si appresta a salpare e maledice Sapho. La donna, dopo aver implorato la benedizione degli dèi per l’amato, si uccide gettandosi in mare.

Mai entrata stabilmente in repertorio,Saphoha conosciuto una lunga teoria di revisioni, senza che ciò ne abbia migliorato il destino. Nell’agosto 1851, per una versione in lingua italiana al Covent Garden, Gounod aggiunse una nuova aria per Glycère; all’Opéra (1858) gli atti furono ridotti a due e venne soppresso il ruolo di Alcée; nel 1884, al Palais Garnier, gli atti divennero quattro e fu radicalmente mutato il ruolo di Glycère. Opera carente di un armonioso impianto drammaturgico,Sapholascia l’impressione di un autore alla ricerca del proprio stile. Momenti persuasivi e accattivanti si alternano ad altri faticati, macchinosi. Ai secondi appartengono le parti decorative o più scopertamente drammatiche; ai primi le oasi liriche, che beneficiano di una già cospicua vena melodica: l’aria di Phaon (“Puis je t’oublier o ma Glycère”), l’ode di Sapho (“Héro sur la tour solitaire”) e il breve terzo atto. Riuscita già del tutto convincente, l’atto conclusivo è scandito su tre episodi solistici di rilievo: l’intensa aria di Phaon (“O jours heureux”), la bucolica canzone del pastore (“Broutez le thym”), ricca di anticipazioni diMireilleeFauste la celebre “O ma lyre immortelle”, commovente addio alla vita di Sapho, uno dei vertici melodici assoluti di Gounod. La scarsa fortuna che ha accompagnatoSaphofin dal debutto non sembra tuttavia conoscere mutamenti; da segnalare però, la bella esecuzione in forma di concerto che ha avuto luogo a Radio France (5 gennaio 1979) con Katherine Ciesinski e Alain Vanzo quali Sapho e Phaon, sotto la direzione di Sylvain Cambreling.
Fonte: Dizionario dell'Opera Baldini&Castoldi


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